Questa gara si distingue nettamente nel panorama delle competizioni del circuito IronMan. Vediamo perché:

Non so se esistono altri eventi IronMan con la peculiarità di avere due zone cambio distinte. Questa caratteristica richiede una gestione articolata della bici e dei sacchi per la frazione ciclistica, la corsa e gli indumenti personali, che devono essere consegnati in momenti e luoghi differenti. Il check-in della bici si svolge nella zona cambio n.1, situata vicino al laghetto dove si nuota, a circa 16 km dalla finish line e dalla zona cambio n.2, dove si lascia la bici per poi partire con la maratona. Per il check-in bici e per raggiungere il laghetto il giorno della gara, sono messe a disposizione delle navette che collegano le due zone cambio.

### La mia gara

La giornata di gara è iniziata con una notizia tutt’altro che rassicurante: la temperatura dell’acqua, misurata un’ora prima della partenza, ha portato all’annuncio del divieto di utilizzo della muta. Devo dire che questo non ha influenzato significativamente la mia frazione di nuoto, se non per il fatto che, probabilmente senza muta, ho impiegato una decina di minuti in più. Tuttavia, ciò ha avuto un impatto sull’economia complessiva della gara… ma ne riparleremo tra poco.

L’acqua del lago era comunque piacevolmente tiepida, anche se piuttosto “pesante” da muovere durante la nuotata.

La frazione in bici mi ha sorpreso: me l’aspettavo più piatta e monotona, invece si è rivelata piuttosto tecnica, con numerose ondulazioni e curve a gomito, impedendo agli atleti di mantenere un ritmo costante. Il percorso comprende persino qualche centinaio di metri di suggestivi, ma impegnativi, “sanpietrini” in salita e discesa, dove alcuni atleti hanno perso le borracce a causa delle vibrazioni.

Quest’anno sono riuscito a prepararmi meglio per la frazione in bici dell’Ironman, dedicandomi sia a sessioni di qualità che a lunghi significativi per distanza e dislivello. Un ringraziamento particolare va all’amico e compagno di squadra Marco “Bressa” Giusti, che mi ha accompagnato in alcuni di questi allenamenti.

La frazione ciclistica si è rivelata particolarmente impegnativa anche per le condizioni meteo, caratterizzate da pioggia e vento forte, a tratti fastidiosamente contrario. Nonostante tutto, sono riuscito a spingere bene, realizzando il mio personal best sulla distanza, poco sopra le 6 ore, nonostante i circa 1300 metri di dislivello.

Quando è arrivato il momento della maratona, ho notato che le gambe rispondevano bene, nonostante non avessi gestito i volumi e le sessioni di qualità per la corsa come avevo fatto per la bici. Ma… a metà del secondo dei quattro giri della maratona, improvvisamente… mi si è “spenta la luce”.

I muscoli delle gambe, già provati dai 3,8 km senza muta e dai continui saliscendi del percorso ciclistico, hanno ceduto. Il mio passo è passato da 5:30 a 7:30 in poche centinaia di metri, anche a causa di alcuni fastidiosi saliscendi sui ponti del fiume Main, che costringevano gli atleti a passare continuamente dal lungofiume alle strade sovrastanti. A causa della stanchezza muscolare, sono stato costretto a camminare per alcuni tratti.

Fortunatamente, mi è venuto in mente di provare una sorta di crioterapia “fai-da-te”, infilando cubetti di ghiaccio, presi alle aid station, direttamente sotto il body, a contatto con i quadricipiti. Dopo 4-5 applicazioni, questo sistema ha cominciato a funzionare e negli ultimi 5-6 chilometri sono riuscito a correre un po’ meglio, fino a conquistare finalmente la tanto sudata medaglia da finisher.

### Cosa mi è piaciuto

– La gara è suggestiva e molto partecipata, con circa 3.000 atleti presenti.
– Il laghetto dove si nuota è davvero affascinante, con acqua calda e pulita.
– Il percorso in bici è vario e ondulato, e si snoda attraverso il verdissimo paesaggio collinare che circonda la città.
– Il percorso della corsa si intreccia con l’affascinante fiume Main, che attraversa il cuore di Francoforte e rappresenta la principale attrazione della città.
– Il tifo locale è straordinario, con musica e supporto continuo, soprattutto per gli atleti in difficoltà, come lo sono stato io durante la frazione di corsa.

### Cosa non mi è piaciuto

– La logistica della gara è particolarmente complessa, con la giornata del sabato che vola via tra registrazione, consegna dei sacchetti e spostamenti con le navette.
– Gli orari sono ancora meno comodi rispetto ad altre gare, considerando che il giorno della gara bisogna prendere la navetta intorno alle 4 del mattino per raggiungere la zona nuoto.
– Le condizioni climatiche sono mutevoli e difficili da prevedere, essendo alle soglie del Nord Europa.
– Anche dopo la gara, le operazioni di recupero della bici e dei sacchetti sono particolarmente lunghe. Basti pensare che, dopo la frazione ciclistica, le bici vengono sistemate in stalli non numerati… Ho impiegato 10 minuti solo per ritrovare la mia, ormai al buio.

### Considerazioni finali

L’IronMan Frankfurt è una gara tradizionale e affascinante nel panorama delle competizioni europee alle quali ho avuto il privilegio di partecipare. A questo fascino si aggiunge un certo grado di difficoltà: per via delle sue caratteristiche, questa gara non perdona una preparazione che non sia scrupolosa.

Per me, l’IronMan rimane la gara più affascinante, dove ogni episodio può influenzare il risultato e l’esperienza. Il sogno può rapidamente trasformarsi in incubo, per poi tornare sogno quando finalmente si varca la tanto sospirata finish line.

Un grazie a tutta la squadra per il supporto e le belle parole nei miei confronti, nonostante la mia gara non sia stata memorabile.

W l’IronMan!
W il CNM!